differenza tra regime ordinario e regime forfettario

Il regime forfettario e il regime ordinario: tutto quello che c’è da sapere

Vuoi avere maggiori informazioni sulle varie tipologie di regime fiscale? E’ meglio quello forfettario o quello ordinario? Leggi l’articolo e scopri tutto quello che c’è da sapere sul regime ordinario e sul regime forfettario.

Nel sistema finanziario italiano, esistono due tipologie di regime fiscale, quello ordinario e quello forfettario alla quale possono aderire determinati soggetti che hanno delle caratteristiche specifiche. Ma come scegliere tra un regime ed un altro?

Te lo spieghiamo noi.

REGIME ORDINARIO E REGIME FORFETTARIO: tutte le informazioni

Ogni attività e persona fisiche che intende svolgere un’attività commerciale, è obbligato dalla legge a tenere un regime fiscale. Infatti, in base a determinati requisiti, esso può scegliere tra due alternative:

  • regime ordinario;
  • regime forfettario

Il regime forfettario rappresenta un particolare regime fiscale per le partita Iva individuali con il quale è possibile usufruire di semplificazioni sia fiscali che contabili. Dal 2016, il regime forfettario risulta essere l’unica alternativa possibile al regime ordinario per le persone fisiche che svolgono o iniziano un’attività d’impresa.

Possono aderire al regime fiscale forfettario solo coloro che, nell’anno precedente, hanno conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 65.000 Euro.

Per accedere al regime forfettario esistono due opzioni:

  • per chi ha già in opera un’attività, l’entrata avviene di diritto e non deve dare nessuna comunicazione;
  • per chi apre una nuova attività, deve darne comunicazione ad inizio attività.

Il soggetto cessa di usare il regime agevolato solo in tre casi:

  • per opzione, con vincolo triennale;
  • per legge (quindi obbligatoriamente), quando non vi sono più i requisiti e se si verifica una delle cause di esclusione;
  • per accertamento definitivo, in cui è dimostrato il venir meno di una delle condizioni di accesso o l’esistenza di una delle cause di esclusione.

Per quanto riguarda, invece, il regime ordinario, i soggetti obbligati sono quelli che appartengono a determinate categorie che esulano l’ammontare di ricavi conseguiti.

Essi sono:

  • p.A, S.r.l., S.r.l.s., S.a.p.a., le società cooperative e le mutue assicuratrici;
  • gli enti pubblici e privati che hanno per oggetto l’esercizio di attività commerciali;
  • le organizzazioni stabili di società ed enti non residenti;
  • le associazioni non riconosciute e consorzi che hanno per oggetto l’esercizio di attività commerciali.

Il regime ordinario, invece, è obbligatorio anche per le categorie di soggetti che hanno ricavi superiore al limite previsto. Quindi:

  • le persone fisiche che esercitano attività commerciali;
  • le società di persone (s.n.c. e s.a.s.);
  • enti non commerciali con attività commerciale in misura non prevalente.

Gli enti, possono comunque, decidere liberamente se optare per il regime ordinario anche quando i ricavi sono inferiori rispetto ai limiti previsti dalla normativa.

Per chi aderisce al regime contabile ordinario, è obbligato alla tenuta ai seguenti libri contabili.

  • registro cespiti ammortizzabili;
  • libro giornale;
  • i libri sociali e contabili che consentono una rappresentazione finanziaria della società;
  • i libri sociali e contabili che verificano il funzionamento degli organi societari;

Con l‘entrata in vigore della fattura elettronica B2B la tenuta e la stampa dei registri IVA non è più obbligatoria dal 2019.

Per favorire l’avvio di nuove attività, è prevista l’applicazione di un’aliquota agevolata pari al 5%.

Questa può essere utilizzata solo se:

  • il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa;
  • l’attività da esercitare non costituisca una prosecuzione di altra attività precedentemente svolta;

Ma quali sono le semplificazioni per chi beneficia del regime forfettario?

Ecco le più importanti:

  • esenzione della fatturazione elettronica;
  • esonero dal versamento dell’Iva, ma al contempo non hanno diritto alla relativa detrazione;
  • non sono obbligati alla registrazione delle fatture emesse/corrispettivi, degli acquisti;
  • non devono tenere nè conservare i registri e i documenti;

Invece, devono:

  • numerare e conservare tutte le fatture d’acquisto e le bollette doganali;
  • certificare e conservare corrispettivi;
  • integrare la fattura ricevuta con aliquota e Iva, per le operazioni di cui risultino debitori d’imposta (reverse charge) e versare la relativa imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
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