Vendere un sito internet al prezzo giusto

Avete deciso di vendere il sito internet? Volete vendere solo il dominio, ma non sapete quanto vale? Ecco alcuni preziosi consigli per stabilire il giusto prezzo di vendita e non rimanere a bocca asciutta. Osservando i canali di vendita dei siti si assiste a due fenomeni:

– la sopravvalutazione del valore del sito e / o del dominio

– la scarsezza dei domini in vendita

In genere dietro la vendita di un sito o di un dominio si nasconde un fallimento. Sono veramente pochi i professionisti della rete, esperti magari in tecniche di posizionamento o web marketing, che sanno prendere un dominio, rivalutarlo e venderlo a un prezzo maggiorato. Eppure si vedono ancora delle richieste di prezzo totalmente fuori mercato, che fanno capire perché la persona ha fallito: semplicemente non conosceva il suo mestiere.

Per rendere un dominio vendibile occorre che ci sia domanda. La domanda c’è. Tra bisogno di guadagni online e creazione di siti di network per la pubblicazione di contenuti, oggi i domini sono molto ricercati. Quelli più buoni, che hanno un’anzianità e una storia di link in entrata estremamente fortunata, vanno via a prezzi superiori ai 500 euro nelle aste col backorder, senza contare il sovrapprezzo se si tratta di domini non in scadenza, ma esistenti e dotati di buoni contenuti.

Il miglior modo per vendere un dominio è sicuramente quello di metterlo all’asta in un annuncio di siti e forum specializzati, oppure su piattaforme dedicate come Sedo, Flippa e Hostgator. In Italia sono pochi i siti che permettono di vendere, dietro commissione, un dominio. In ogni caso, qualunque sia il mezzo scelto bisogna tenere conto di questi fondamentali quando si vende un sito.

Se si sta vendendo solo il dominio contano:

– numero e valore dei link in entrata

– autorevolezza del dominio durante la sua esistenza

– anzianità del dominio e tematica

Se invece si sta vendendo anche il sito, cioè i contenuti al suo interno bisogna aggiungere

– traffico di utenti unici

– traffico di pagine viste

– fonti di guadagno e cifre su base annua

In questo modo l’acquirente può farsi un’idea più precisa di quello che sta comprando. In merito al venditore egli può ricavare il prezzo a seconda del mercato. Se vende solo il dominio privo di contenuti, l’uso che se ne potrebbe fare non ha nulla a che vedere con i potenziali guadagni futuri del compratore. Semplicemente il venditore si basa su quei fattori: un dominio del 2001 ha molto più valore di uno del 2009, ma ne ha meno se non ha link in entrata di qualità. Per valutare l’autorevolezza dei link si possono usare strumenti come majestic.com e opensitexplorer.org di MOZ. Se il dominio riceve link autorevoli suscettibili di rimanere fermi nel tempo allora varrà molto di più di un dominio che, pur avendo molti link in entrata, per la loro natura è destinato a perderli non appena verrà acquistato.

Chi vende il sito invece tende a chiedere la luna. Sopravvaluta i propri contenuti e pensa che il compratore possa avere più possibilità di lui. Ma se lo sta vendendo un motivo ci sarà. Se il sito genera introiti sarebbe corretto fare un prezzo pari al guadagno annuo. Ovvero se guadagna 300 al mese si possono chiedere fino a 3500-3600, a patto che siano certificati e i guadagni riproducibili. Se il compratore guadagnerebbe di più da una sua propria idea o dovesse guadagnare di meno per propria incapacità ciò non influisce sulla richiesta.

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