Rispettare i ritmi circadiani per dormire bene

C’è un motivo per il quale dormiamo la notte e ci svegliamo col Sole. Può sembrare così scontato, ma spesso non lo è anche perché la tecnologia ci ha portato l’illuminazione artificiale, consentendoci di fare attività al buio che fino a due secoli fa erano assolutamente impossibili. L’alternanza del ciclo organico, biologico, è detto ciclo circadiano. Che cosa è esattamente questo ritmo? Come si configura nel nostro corpo, perché funziona e che in modo può essere disturbato e che conseguenze comporta?

Il fenomeno più ricorrente che ci viene in mente, che coinvolge il ritmo circadiano è probabilmente il cosiddetto jet-lag, ovvero lo sfasamento dovuto all’attraversamento del fuso orario in tempi relativamente brevi. Il ritmo circadiano è talmente sincronizzato col posto in cui abitualmente dormiamo, che anche il cambio dell’ora, due volte l’anno, ha necessità di alcuni giorni per essere riassorbito, figuriamoci dopo un volo intercontinentale. Il jet-lag è solo uno dei sistemi in cui si modificano i processi mentali, comportamentali e fisiologici che avvengono nell’arco di 24 ore. Questi cicli sono adattati all’alternanza della luce e del buio nel nostro ambiente, questo succedersi di oscurità e illuminazione non condiziona solo l’uomo, ma anche le piante e naturalmente tutto il regno animale. Diverse persone confondono gli orologi biologici coi ritmi circadiani, ma non è la stessa cosa in quanto quest’ultimi sono dei condizionamenti esterni e interni. Ad esempio, il tramonto del sole stimola una produzione ormonale di melatonina, l’ormone del riposo, motivo per cui, ad esempio, durante il riposino pomeridiano abbassiamo le tende o gli scurini. Inoltre si provoca un rallentamento delle funzioni del corpo, per indurre il riposo, come un battito cardiaco più lento e una respirazione più controllata. Ciò che spesso vediamo come conseguenza della stanchezza a volte è una causa.

Quando i ritmi circadiani vengono interrotti, influenzati negativamente, accadono diverse conseguenze quasi tutte negative. L’insonnia è la conseguenza principale: si tende a dormire poco di notte, prolungando la veglia ben oltre l’arrivo del buio. Ma nel lungo termine diabete, depressione, problemi cardiovascolari e comportamentali, come i disordini bipolari e i deficit di attenzione, possono insorgere per effetto dei condizionamenti ormonali. Gli esperti sono sempre molto attenti nel far notare ai loro pazienti alcune regole basilari: bisogna cercare di dormire al buio, in luoghi silenziosi. Bisognerebbe evitare di addormentarsi con la tv accesa e tenere a distanza smartphone e tablet, per evitare sorgenti luminose in una fase in cui si dovrebbe prendere sonno. Quando ci sentiamo stanchi e sfasati per colpa dell’insonnia siamo molto deconcentrati e rendiamo meno nelle attività quotidiane. Per cui vale sempre il detto che un buon sonno è ristoratore, a patto di rispettarlo, andando a dormire al buio, senza luce, lasciandosi addormentare in modo naturale (consigliato dunque: niente bevande stimolanti, e cenare il più presto possibile).

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