Rimozione amianto nelle Marche: perché fa male

La mappatura del territorio nazionale sulle problematiche derivanti dall’amianto, è ad opera delle regioni. Spetta a loro, secondo la legge, predisporre un censimento dei siti infestati da amianto, identificarli e chiamare in causa le aziende iscritte nello speciale albo nazionale dei gestori ambientali.

La rimozione dell’amianto, spesso presente in forma di eternit, cioè come copertura mista a cemento, è fondamentale per via di tutti i problemi di salute, provati scientificamente, provocati da questa fibra minerale che negli anni del boom economico (e conseguente boom edilizio) ha riscosso un enorme successo.

Cosa provocano l’inquinamento e l’esposizione all’amianto?

L’amianto è stato utilizzato per le sue peculiari caratteristiche: è isolante termico, compatto, ma elastico nella lavorazione, duttile, si trova in discrete quantità, può essere mischiato col cemento per fare l’eternit, ha precise qualità antincendio, come isolante è utile nella coibentazione, anche per trasporto di liquidi riscaldanti. È un isolante acustico, veniva spesso utilizzato come intercapedine, in locali dove era necessario assicurarsi un po’ di silenzio, come le aule scolastiche o le corsie ospedaliere. Ne deriva, che l’amianto è diffuso in maniera strutturale in tanta parte della vecchia edilizia civile e abitativa, che ancora oggi resiste. Le Marche purtroppo sono tra le regioni quella con il maggior numero di siti, ma fortunatamente esiste un piano amianto tutt’ora in esecuzione.

L’amianto provoca varie malattie riconducibili all’asbestosi, che è il nome comune dell’intossicazione da amianto. Essa può essere sporadica o prolungata nel tempo, con differenti conseguenze sullo stato di salute. Ovviamente i primi a essere colpiti furono gli operai che lavoravano nelle miniere di amianto e tutti quelli inseriti nei processi di lavorazione, come dimostra la terribile tragedia del caso Eternit. L’amianto diventa dannoso quando è esposto, accessibile e può liberare le polveri o venire in contatto (non essendo nemmeno riconosciuto soprattutto dai bambini).

La tossicità dell’amianto è un fatto ben noto dagli anni Settanta e già a inizio anni ’80 inizia ad essere bandito in molti paesi. L’Italia si diede una legislazione definitiva e complessiva a inizio anni ’90, dopo i primi blocchi del decennio precedente.

I ricercatori negli anni hanno potuto riscontrare quantità sempre più fitte di amianto, presenti tanto negli ambienti, quanto nelle persone. L’amianto, infatti, essendo una fibra si può facilmente inalare e tende a infiltrarsi nel tessuto polmonare, facendolo diventare fibroso, un tutt’uno che naturalmente danneggia le cellule, provocando la nascita di forme tumorali (note come mesotelioma).

L’amianto può essere inalato, semplicemente rimanendovi esposti per lungo tempo. L’infiammazione cronica provocata ai polmoni dalle fibre dà chiari segni fin dal principio, con forte tosse, e una progressiva debolezza che poi evolve nelle forme peggiori. Gli studi hanno dimostrato che c’è un diretto collegamento tra mesotelioma e tempi di inalazione e di esposizione dell’amianto.

Esso può essere anche accidentalmente ingerito, durante il processo di inspirazione, semplicemente per il rigetto, il colpo di tosse dovuto al tentativo di espulsione. In questi caso le fibre entrano nell’intestino, ma non sembra che portino alle gravissime conseguenze di cui sopra, se non un normale processo infiammatorio.

Infine per contatto diretto: chi ha lavorato l’eternit o in cave di estrazione dell’amianto si è trovato faccia a faccia con la fibra subendo dei danni, ma rimane chiaro che il peggiore è l’inalazione dovuto alle proprietà della fibra di addensarsi all’interno dei polmoni.

Vedi anche: rimozione amianto ed eternit, raccolta e bonifica nelle Marche:
http://www.elleemmelisetti.com/smaltimento-eternit-bonifica-amianto-marche/

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