Quando usare gli antibiotici

Gli antibiotici sono tra i migliori alleati per la cura della nostra salute: quando è davvero utile usarli?
L’antibiotico è un farmaco di fondamentale importanza per la salute dell’uomo, in quanto elimina ed ostacola la proliferazione della maggior parte dei batteri ad oggi noti (circa 200 tipologie differenti). Non esercita alcun effetto in presenza di patologie virali come ad esempio l’influenza o il raffreddore: in questi casi è fermamente sconsigliato ed inutile.

Attualmente, è presente una grande varietà di antibiotici differenti tra loro, ognuno dei quali ha un suo specifico raggio d’azione. Tra le malattie più note per cui è necessario assumere antibiotici citiamo la tonsillite con placche alla gola e la polmonite. La loro prescrizione è inoltre consigliata anche in seguito ad interventi chirurgici o dentistici. Al contrario è assolutamente dannoso per la salute, assumere i così detti antibiotici selettivi in gravidanza o in presenza di pazienti cardiopatici.

L’importanza di rivolgersi ad un medico prima iniziare un trattamento antibiotico

Dopo aver chiarito l’aspetto più importante che regola l’assunzione di un antibiotico, (utile per patologie batteriche, inutile per quelle virali) c’è da aggiungere che è necessaria la prescrizione medica. Con particolare riguardo all’ambito pediatrico, prima di procedere alla somministrazione antibiotica, sarà necessaria un’attenta visita medica. Evitare dunque inutili richieste di prescrizione telefonica. Solo il medico potrà valutare l’effettiva necessità di una terapia anti batterica. L’errore più comune è quello di ricorrere all’antibiotico, perché magari è già a disposizione in casa, al primo accenno di influenza o raffreddore. Nulla di più errato e nocivo.

Una tendenza diffusa in particolar modo nel nord Europa, prevede l’attesa di almeno un paio di giorni dalla comparsa dei sintomi patologici per cui è in dubbio la necessità o meno dell’antibiotico. Solo nel caso in cui col passare dei giorni, sintomi come febbre o tosse non dovessero diminuire, si potrà fare ricorso alla terapia antibiotica.
Gran parte delle infezioni batteriche tende a guarire autonomamente senza l’aiuto di farmaci, il cui compito, è quello di accelerare il processo di guarigione di circa un giorno. Dunque l’antibiotico dovrebbe intervenire solo nei casi in cui tale processo non dovesse innescarsi in tempo.

Gli effetti dell’uso scorretto degli antibiotici

Negli ultimi tempi, soprattutto in Italia, è sempre più diffuso il ricorso ad un uso improprio degli antibiotici anche in situazioni e per patologie che non ne richiederebbero la somministrazione. Gli effetti di un loro utilizzo scorretto possono essere di varia natura:

  • L’organismo potrebbe sviluppare una resistenza agli antibiotici. Così facendo alcuni ceppi di batteri potrebbero nel tempo, divenire talmente forti da riuscire a resistere a qualsiasi tipologia di antibiotico.
  • L’uso sconsiderato degli antibiotici può provocare reazioni allergiche e disturbi all’apparato gastro-intestinale.
  • Il rischio più imminente, riguarda il futuro e le prossime generazioni. Se la popolazione mondiale non inizia ad auto-disciplinarsi in merito al corretto uso di antibiotici, potrebbero svilupparsi una lunga serie di batteri per i quali non esisteranno cure efficaci

Per approfondire visita il sito www.focusantibiotici.it (https://www.focusantibiotici.it/)

(Visited 23 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *