Prevenire la sindrome metabolica

La sindrome metabolica non identifica una particolare malattia, ma un gruppo di fattori che aumentano il rischio di contrarre gravi malattie, legate a uno squilibrio estremamente grave del metabolismo. In particolare essa fa riferimento all’obesità e al sovrappeso nonché ad abitudini alimentari e fisiologiche errate e prolungate nel tempo.

La sindrome metabolica deve suonare come un campanello di allarme molto grave perché rappresenta lo stadio iniziale e il prodomo di una malattia ben più grave. In genere si tratta di rischi associati all’obesità e alla presenza eccessiva di grassi nel corpo, che col tempo possono dare luogo a diabete, ictus, malattie cardiovascolari come l’infarto. Se non si presta attenzione ai fattori di rischio della sindrome, le probabilità di ammalarsi rimangono purtroppo molto alte.

Quello che si può fare è informare correttamente i cittadini sulle loro abitudini alimentari e sullo stile di vita. Innanzitutto bisogna tenere sotto controllo il peso e il colesterolo. Chi è affetto da sindrome metabolico ha colesterolo cattivo alto e colesterolo buono basso. L’indice di massa corporea è un buon indicatore per capire lo stato di salute dal punto di visto del rapporto tra massa magra e massa grassa. Per essere obesi non è necessario essere spropositatamente grassi, ma dipende appunto dal rapporto dei due tipi di massa. Un addome sopra i 100 centimetri di larghezza deve per forza condurre a una sana dieta.

L’alcol è legato allo sviluppo di questa sindrome. I benefici ricreativi delle bevande alcoliche, anche del classico bicchiere di vino rosso a tavola, sono nettamente inferiori alle tossine ingurgitate e al deposito di grassi che provocano. L’alcol è zucchero fermentato che il fegato assorbe con fatica, immettendo alti livelli di zuccheri che vengono trasformati in grasso. Provoca l’insorgere del diabete e di malattie a carico del sistema epatico.

Bisogna evitare a tutti i costi l’abuso di zuccheri. Lo zucchero raffinato semplice viene utilizzato per addolcire le bevande fresche d’estate e in generale il latte, il the o il caffè. Va ridotto l’apporto a non più di due-tre cucchiaini al giorno, evitando i dolci e tutte le sostanze ricche di zuccheri (come le bevande gassate, gli snack, le torte). Meglio concedersi ogni tanto un piccolo capriccio che soddisfare ogni giorno un’abitudine malsana. I carboidrati vanno consumati con attenzione: la dieta mediterranea è molto sana, ma non si dovrebbe consumare in abbondanza pasta e pane. Meglio mangiare meno alternando il consumo dei carboidrati e assumerli più da alimenti naturali, come i legumi.

L’alta pressione è tipica della sindrome metabolica: evitare pertanto pasti eccessivamente salati perché l’alta pressione comporta lo sviluppo di malattie a carico del sistema cardiovascolare. Meglio abituarsi pian piano a consumare meno sale possibile, tenendo conto del fatto che molti cibi confezionati ne contengono in abbondanza (ad esempio formaggi e salumi).

Evitare grassi saturi e trans che aumentano enormemente il rischio di obesità e di ostruzione delle arterie. Inoltre a questo stile di vita alimentare, che preferisce le verdure, le insalate, le carni non processate, preferibilmente bianche e in moderazione, il pesce e la frutta (ricca di zuccheri naturali) aggiungere l’esercizio fisico.

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