Omeopata: chi è e cosa fa?

Chi e e cosa fa l'omeopata

Abbiamo tutti una parente od un collega che più volte ci hanno ribadito che stavano piuttosto male ma che “con l’omeopatia hanno risolto davvero ogni problema”. Ma l’omeopata cosa prescrive e chi è?

L’omeopata: miti da sfatare

Prima di chiarire chi è l’omeopata forse sarebbe il caso di rinfrescare il concetto stesso di omeopatia, dato che in realtà il pensiero comune ne dà una definizione piuttosto eterogenea ed, a tratti, fantasiosa. Secondo alcuni l’omeopatia cura con le erbe ed i prodotti naturali – quella è la fitoterapia – secondo altri invece essa avrebbe il potere di risvegliare le energie ancestrali (?) di cui disporrebbe ogni essere umano e che lo porterebbero quindi all’autoguarigione: niente di tutto ciò corrisponde al vero. L’omeopata applica i principi di una pratica della medicina alternativa in base alla quale vi sarebbe il celebre principio “similia similibus curantur”, cioè una patologia si può curare con ciò che è simile ad essa. Detto in parole meno criptiche, la cura per una determinata malattia sarebbe nientemeno che una sostanza che in una persona altrimenti sana permetterebbe di sviluppare gli stessi sintomi: forse meno criptico, ma più contorto. Ovviamente non vengono somministrati dei veleni, come invece si potrebbe essere erroneamente portati a pensare, ma non ci si basa nemmeno sui principi delle erbe officinali e cose di questo tipo: si usano si determinate sostanze ma esse risultano diluite in modo esponenziale. Un celeberrimo paragone descriveva i prodotti prescritti dall’omeopata – dobbiamo per forza usare la parola “prodotti” e non “farmaci”, perchè farmaci non sono – come un buon bicchiere di vino rosso versato in una piscina olimpionica colma d’acqua: un bel gesto, forse, ma di sicuro il sapore e gli effetti del vino vanno a farsi benedire.

Omeopata, chi è

Ora possiamo finalmente dirvi chi è un omeopata è come interpretare questo tipo di figura professionale. Fughiamo innanzitutto ogni dubbio: bisogna prima acquisire una laurea in Medicina, almeno qui da noi in Italia, e solo dopo sei lunghi e durissimi anni di studio il sogno di diventare finalmente omeopata potrà diventare realtà. Sarà infatti possibile iscriversi ai vari corsi presenti nella nostra penisola – della durata di circa tre anni – e poi finalmente si possiederà l’agognato diploma. In questi tre anni verrano insegnati non solo i principi cardine dell’omeopatia in senso più strettamente “medico” ma anche un approccio olistico votato alla valutazione dell’interezza di chi ci sta di fronte inteso più come persona che come paziente. Se vi sembrano parole del tutto campate in aria sappiate che in realtà non è raro trovare un omeopata che abbia acquisito grazie ai suoi studi ed alla sua sensibilità una profonda conoscenza della natura umana, e questo – unito ovviamente alle competenze più prettamente mediche e scientifiche – può sicuramente giovare al benessere dei pazienti, senza se e senza ma. In Italia l’omeopatia non è riconosciuta, per diversi motivi, ma è possibile recarsi spontaneamente da uno specialista in questa branca dato che sono moltissimi i medici che scelgono di dedicarcisi. Per scrupolo personale la redazione vi ricorda sempre che se soffrite di patologie gravi o che addirittura potrebbero mettere a repentaglio la vostra vita è sempre meglio affidarsi alle cure del proprio curante, quando non proprio del pronto soccorso: c’è un tempo per sperimentare nuove prospettive di terapia ed un tempo invece per rifugiarsi in ciò che è stato assodato dalla comunità scientifica internazionale ormai da decenni.

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