Menopausa (sintomi) e salute respiratoria

Tra le varie condizioni che accompagnano la menopausa si può verificare un più rapido declino della funzione polmonare femminile, e di conseguenza anche della salute respiratoria in generale.

Lo rivela un recente studio norvegese in cui si afferma che il declino della funzionalità polmonare delle donne può accelerare durante e dopo la menopausa.

Le ricerche precedenti hanno mostrato che le giovani donne possono incrementare la loro funzione polmonare intorno ai 20 anni, seguendo uno stile di vita sano che includa molti esercizi aerobici e l’eliminazione delle sigarette. Dopo di che, la funzione polmonare diminuisce gradualmente e il processo può essere veloce quando le persone fumano o hanno grasso addominale in eccesso.

La buona notizia per le donne è che possono intraprendere misure correttive per gestire la loro salute respiratoria e per limitare e gestire la diminuzione della funzionalità polmonare con la menopausa, sebbene sia un processo che non si può impedire.

Le donne entrano in menopausa quando cessano le mestruazioni, cosa che avviene in genere tra i 45 ei 55 anni. Poiché le ovaie diminuiscono la produzione degli ormoni (estrogeni e progesterone), anche negli anni precedenti oltre che in seguito alla menopausa, le donne possono manifestare sintomi che vanno dai cicli irregolari alla secchezza vaginale, dalle oscillazioni dell’umore all’insonnia. (http://www.flaviamenopausa.it/Menopausa/Sintomi/Come-affrontarli)

Nello studio citato, i ricercatori hanno esaminato un campione di 1.438 donne che sono state seguite per 20 anni, nel periodo che va tra i 25 e i 48 anni.

Nessuna delle donne era entrata in menopausa all’inizio dello studio. Alla fine di esso avevano iniziato o completato il processo di passaggio alla menopausa.

Per valutare i cambiamenti della funzione polmonare legati alla menopausa, i ricercatori hanno esaminato la capacità forzata vitale (FVC), ovvero il volume di aria che può essere espirato con uno sforzo massimale, dopo che il paziente ha eseguito una piena ispirazione, misurata in litri. La FVC è una manovra fondamentale nei test di spirometria.

Lo studio ha poi esaminato il volume espiratorio forzato (FEV1), o quanta aria può essere espirata con uno sforzo massimale in un secondo.

La diminuzione della funzionalità polmonare è stata più veloce durante la transizione alla menopausa ed è aumentata ulteriormente dopo la menopausa, rispetto a quando le donne avevano ancora le mestruazioni, così riportano i ricercatori nell’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.

Ad esempio, le donne che stavano attraversando la fase di transizione alla menopausa hanno perso circa 10 millilitri di forza polmonare vitale all’anno rispetto alle donne in premenopausa, mentre dopo la menopausa le donne hanno perso una media di 12 ml/anno.

Gli autori concludono che il più pronunciato declino della capacità vitale forzata rispetto al volume espiratorio forzato suggerisce che la menopausa porta più probabilmente a problemi respiratori restrittivi, come la sarcoidosi, che rendono difficile espandere completamente i polmoni quando si inspira, piuttosto che problemi respiratori ostruttivi, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che rende difficile espirare l’aria dai polmoni.

Ricordiamo comunque che lo studio è osservazionale e dunque non prova una correlazione diretta tra la menopausa e la causa dei problemi di respirazione, affermano gli autori. È possibile infatti che i cambiamenti ormonali durante la menopausa, che sono legati all’infiammazione sistemica, possono anche causare la diminuzione della funzionalità polmonare.

I cambiamenti ormonali sono anche legati al verificarsi di osteoporosi, che può, a sua volta, limitare la quantità di aria che una persona può inspirare.

In ogni caso, sia prima che dopo la menopausa, il tasso di declino della funzione polmonare è lento e può essere significativo solo nelle donne affette da malattie polmonari, ha dichiarato il dottor David Jacoby, ricercatore presso l’Oregon Health and Science University di Portland.

Il consiglio finale ed ovvio, è quello di evitare il fumo per non danneggiare i polmoni e se si ha una malattia polmonare cronica, occorre prendere i farmaci per mantenere la funzione polmonare al meglio possibile.

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