L’olio per i massaggi professionali, quali tipologie si usano

L’utilizzo degli oli essenziali e naturali per i massaggi risale a tempi molto antichi. Anzi, si può certamente affermare che la pratica del messaggio sia stata, fin dagli esordi, legata alla capacità degli oli di infondere un senso di rilassamento e distensione muscolare. Tanto che il trattamento rientra ancora oggi nei canoni del buon massaggiatore.

I benefici principali dell’utilizzo dell’olio da massaggio professionale derivano dalle proprietà organolettiche delle essenze. Le capacità emollienti e le proprietà di cura sulla pelle sono conosciute e apprezzate. L’olio impiegato è spesso riscaldato anche a mano, per aumentarne l’efficacia, sia nella rimozione delle impurità della cute, sia per ripararla dolcemente. L’olio utilizzato dev’essere anzitutto spremuto a freddo e organico, come il nostro apprezzato olio extravergine d’oliva. Va tenuto conto che entrando in contatto con la pelle, un organo particolarmente delicato che tende a metabolizzare ogni sostanza che viene a contatto con essa, la qualità dell’olio è fondamentale. Per questo motivo occorre insistere per utilizzare oli professionali, la cui gentilezza è riconosciuta. Maggiore è la purezza migliore è il risultato anche di fronte a una miscela di oli, provenienti da più sostanze, importante è che siano naturali e che non siano stati trattati chimicamente per permetterne la conservazione o alternarne il profumo.

Le essenze naturali più impiegate spesso provengono da frutta secca ed erbe medicinali, ma non mancano i tratti esotici, che ogni tanto vengono riscoperti e presentati al mercato.

  • l’olio di jojoba ha conosciuto una grande fortuna da tanti anni, anche perché è un rimedio utilizzato da millenni. Le sue proprietà anti-infiammatorie derivanti dalla presenza di zinco e vitamine gli conferisce un’alta penetrabilità. Tende a ripulire la pelle grassa dal sebo, favorendo un ricambio cellulare e una pulizia più profonda.
  • l’olio di cocco viene spesso impiegato dalla disciplina del massaggio ayurvedico. È conosciuto per allentare il senso di dolore e di fatica e viene impiegato sulle pelli delicati, in funzione anti-secchezza.
  • l’olio di sesamo è una classica opzione e andrebbe utilizzato scaldato.
  • l’olio di lavanda col suo classico profumo è in grado di alleviare i sintomi dell’affaticamento, particolarmente utile dopo le performance sportive, insieme all’olio di ginepro. Entrambi vengono impiegati in modo delicato per indurre il senso di rilassamento e combattere lo stress.

In tutti i casi, durante una tecnica di massaggio sarebbe meglio intervenire a quattro mani per favorire un beneficio immediato, con un operatore che lavora all’altezza della nuca, sulle braccia e il torace. Mentre il secondo risale dalle caviglie fin sulle gambe, arrivando ai glutei. Con un’azione combinata si ottiene l’effetto desiderato: con movimenti circolari sugli arti si riattiva la circolazione in zone notoriamente sacrificate dallo sforzo fisico o dalla sedentarietà. La testa dev’essere coperta delicatamente, ma secondo le tecniche orientali bisogna prestare particolare attenzione a orecchie, piedi e mani. I trattamenti con olio caldo sono in genere preparati usando delle vaschette riempite di olio di cocco, o olio d’oliva. La temperatura non dev’essere mai elevata, continuando a produrre movimenti circolari in modo da rilassare il capo e il collo, che accusano spesso la stanchezza.

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