Le principali fobie, le paure irrazionali

Le fobie sono delle paure irrazionali verso qualcosa, un timore del tutto assurdo e inspiegabile, riconosciuto come tale dall’individuo che ne soffre verso animali, oggetti o situazioni che si verificano nel quotidiano. Ognuno di noi ha una paura irrazionale e alcune sono praticamente comuni al genere umano.

Esistono dapprima le cosiddette fobie naturali, fisiologiche, dovute alla novità o al fatto che ancora non si è abbastanza maturi. La più famosa è la paura del buio e dell’oscurità che porta molti bambini a voler dormire con la porta socchiusa o con la luce della lampada accesa.

Le paure culturali risiedono più nel significato etnologico che attribuiamo a certi oggetti o certi animali, per cui tendiamo a risentirne in modo evidente e sono condivise, come la paura dei topi nelle donne e dei serpenti.

Quando invece le fobie sono molto più gravi tali da rendere molto complicato il comportamento e orientale in funzione prettamente difensiva, siamo di fronte a una psiconevrosi fobica, per la quale è necessario l’intervento di uno specialista. In questo caso, secondo la scienza, si manifestano i tratti del comportamento ossessivo, che porta a reazioni contrarie, di tipo perfezionista.

La psichiatria ha studiato a lungo il fenomeno, senza trovare per altro novità culturali essenziali rispetto agli studi antropologici delle culture. Però nel tempo essa ha trovato sempre nuove paure, che sono entrate nel gergo comune e che spesso vengono riprese a scopo sensazionalistico dalla stampa mainstream.

Tra le fobie più comuni descritte negli ultimi decenni abbiamo: l’agorafobia che è il timore degli spazi chiusi, l’acrofobia accompagnata dal classico senso di vertigine che è il timore delle altezze elevate; l’ecofobia che è la paura di rimanere da soli in casa o in luogo. Più una serie di nuove formulazioni che partono da esperimenti particolari. Ma ci sono anche: la paura degli ascensori, del dentista (per il dolore, quasi anticipato, che si prova), la paura dell’aereo e di volare, determinato da una situazione di pericolo imminente vissuta con uno stato di panico e di angoscia. Presente anche la paura dell’acqua e di insetti particolari. Recentemente si torna a parlare dell’irrazionale paura dei clown.

Freud aveva descritto il meccanismo della fobia come un distacco tra un affetto e la sua rappresentazione, con il disagio che si creare sull’oggetto o sulla situazione, come un effetto di liberazione di uno stato di angoscia.

Spesso con fobia non vengono descritti dei vari e propri stati di angoscia o di paura, ma degli orientamenti culturali, sui quali agisce l’insieme della comunità e del comportamento sociale di un dato gruppo di persone. Sono così ad esempio la xenofobia, che è la paura del diverso, che porta a comportamenti di prevaricazione e discriminazione. Oppure la omofobia, che è la paura verso chi manifesta comportamenti di tipo omosessuale. Più che paure queste sono vere e proprie avversioni, personali e comportamentali, che non dipendono da una fobia incontrollata (come quella che si può avere per i ragni o gli uccelli, per esempio), ma da un disaccordo rispetto al comportamento di persone che riteniamo diverse e non agire in linea con delle regole accettate a livello sociale.

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