Le meraviglie del corpo umano

Con l’aiuto di mezzi di visualizzazione potenti come il microscopio elettronico, è stato possibile riconoscere negli organismi viventi una struttura cellulare; cioè gli organismi più complessi risultano costituiti da un gran numero di mattoni di sostanza vivente denominate cellule. Questo termine, introdotto per la prima volta da Robert Hooke, deriva dalla parola latina cella, che significa piccola camera. Il termine di cellula sta appunto ad indicare come la materia vivente sia distribuita in moltissime piccole unità fondamentali dotate di capacità vitali peculiari. Ogni cellula è infatti caratterizzata da proprietà morfologiche e funzionali che la distinguono da altri tipi di cellule (ad esempio le cellule epatiche, nervose e quelle ematiche differiscono tra loro non solo per aspetto, ma anche per le funzioni che ciascuna di esse assolve).

Le cellule

Per rendersi conto delle capacità vitali intrinseche della cellula basta pensare che l’organismo umano prende vita e si sviluppa da un’unica cellula: l’uovo fecondato. Per successive divisioni, questa unità cellulare dà, infine, origine a qualcosa come un quarto di miliardi di miliardi di cellule che compongono il nostro organismo. Queste cellule non sono ovviamente tutte uguali perché nell’organismo umano si riscontrano molti tipi di cellule specializzate, ciascuna capace di compiere determinati tipi di lavoro. Ogni cellula deve la sua individualità alla presenza di una membrana che la delimita (la membrana cellulare) ed entro la quale sono contenuti gli elementi costitutivi della cellula. Nell’ambito della cellula il nucleo assolve un ruolo del tutto preminente e le sostanze che lo compongono non debbono mescolarsi con gli altri costituenti cellulari per cui esso appare a sua volta rivestito da una membrana, detta membrana nucleare. Le dimensioni di una cellula sono estremamente varie: si va dalla dimensione di 0,25 micron di alcuni batteri unicellulari, a dimensioni di centimetri quali si riscontrano nelle cellule di alcuni vertebrati (uovo di struzzo). Per quanto concerne la forma della cellula, si può dire che essa è condizionata da diversi fattori, tra cui le influenze meccaniche esercitate dalle cellule vicine, dalle funzioni specifiche e soprattutto dallo stato chimico-fisico (viscosità e tensione superficiale) dell’ambiente in cui gli elementi cellulari vivono (il cd. citoplasma).

Ne consegue che la forma delle cellule può risultare estremamente varia, talune sono infatti rotondeggianti, altre allungate, altre ancora stellate. Il materiale che compone le cellule, denominato come si è detto proto-plasma, è essenzialmente costituito da acqua, proteine, glucidi, lipidi, nonché da molti dei comuni elettroliti, da tracce di elementi rari e piccole quantità di vitamine e di ormoni.

Il nucleo

Restando nell’ambito della trattazione anatomica ci sembra degno di particolare interesse un accenno più dettagliato alla struttura del nucleo, che della cellula rappresenta il vero e proprio centro vitale. Tutte le cellule, salvo alcuni rari casi, sono dotate di un nucleo che in genere occupa la parte centrale dell’elemento e che si riconosce al microscopio per le sue proprietà tintoria: in genere è sferico ed unico e in condizioni di quiescenza esso appare costituito da un succo nucleare, nel quale si osserva un reticolo filamentoso in cui sono incrostati dei grumi e dei filamenti di una sostanza detta cromatina. E’ nel nucleo che avvengono le modificazioni che portano una singola cellula a suddividersi in due cellule figlie, conservando, ciascuna di esse, le caratteristiche esteriori e le proprietà funzionali della cellula madre da cui si sono generate. L’insieme di questi eventi si chiama divisione cellulare e a seconda delle modalità con le quali si svolgono questi processi, si ha amitosi per la divisione diretta, mitosi per la divisione indiretta. Quest’ultima è di gran lunga la più diffusa ed è caratterizzata da varie fasi in successione.

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