L’avvelenamento da botulino

Una delle principali cause di avvelenamento da cibo è il botulismo. Si tratta di una intossicazione acuta dovuta all’ingestione di cibi contenenti delle spore batteriche. Queste sono molto diffuse e parecchio resistenti al calore: possono trovarsi in conserve alimentari, salumi, insaccati, alimenti sottolio e in genere in tutti i cibi preparati e conservati in modo irrazionale, sbagliato, che possono subire una contaminazione, dando luogo al terreno di crescita ideale per il batterio in questione (Clostridium botulinum). Si conoscono più tipi di intossicazione da botulismo: i tipi A e B sono quelli più potenti e dannosi, mentre il tipo E riguarda soprattutto le conserve di pesce. Dal punto di vista patologico, le tossine non provocano una gastroenterite, ma agiscono a livello generale, intervenendo con il rilascio di acetilcolina nelle terminazioni neuromuscolari, a livello nervoso dunque. Le tossine prodotte dal batterio, a differenza delle spore sono molto sensibili al calore. Non vengono rese inoffensive dai succhi gastrici e sono attive anche a concentrazioni minime.

Come riconoscere l’avvelenamento da botulino

L’inizio della malattia è molto brusco e si verifica a 18-36 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato. I primi sintomi sono a carico della vista: si vede doppio, annebbiato e non si riesce a mettere a fuoco. I riflessi pupillari vengono meno. Successivamente si arresta la secrezione di saliva, con conseguente secchezza della bocca e bisogno di bere intenso, difficoltà di deglutizione, paralisi dei muscoli laringei, incapacità di parlare e produrre suoni, senso di vertigine. A differenza di altri tipi di avvelenamento il corpo non rigetta il cibo intossicato: non si ha diarrea e nemmeno vomito, la febbre è piuttosto rara. Quello che si complica è il quadro neurologico con paralisi muscolari degli arti e infine la paralisi respiratoria. La prognosi è riservata e la mortalità è molto alta almeno nel 65% dei casi che non vengono trattati.

La diagnosi di avvelenamento da botulismo avviene tramite l’osservazione dei sintomi oculari e neurologici. La malattia può essere tuttavia confusa con encefaliti virali e con altri tipi di avvelenamento. La tossina del botulismo va ricercata nel sangue oppure scovata attraverso l’analisi del cibo infetto o delle feci. La terapia si basa su antisieri botulinici specifici che vanno somministrati anche a chiunque sia entrato a contatto col cibo intossicato e non avverta i sintomi. Oggi le misure di sicurezza sui cibi conservati sono molto alte: delle scritte di avvertimento segnalano di non consumare il cibo la cui confezione appaia manomessa. In generale il consiglio è quello di consumare alimenti freschi.

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