Il Leicester di Ranieri è campione d’Inghilterra

5000 a 1. Per capire la portata di quanto avvenuto ieri 2 maggio, con il Leicester City campione di Premier League, basta solo citare i pronostici di inizio anno, che hanno arricchito qualche sparuto fanatico dei FOXES. La squadra allenata da Claudio Ranieri era talmente messa male, all’inizio dell’anno, che per salvare la baracca si era affidata l’anno prima al veterano Esteban Cambiasso, un giocatore fantastico nei suoi anni migliori, ma chiaramente in declino. Allo stesso modo la scelta di Ranieri era stata criticata dalla leggenda dei Foxes Gary Lineker: Ranieri era visto come un allenatore vecchio, in caduta libera dopo una pessima avventura con la Nazionale della Grecia, battuta addirittura dalle isole Far-Oer. Raccontare questo miracolo non è semplice. Lungo tutto il corso dell’anno il Leicester ha ampiamente meritato il comando. Una ad una, le tradizionali grandi del calcio inglese sono crollate.

La prima ad arrendersi è stata il Chelsea campione, che ha addirittura licenziato Josè Mourinho quando si trovava sul baratro della zona retrocessione, affidando la panchina a Guus Hiddink. Il Liverpool ha cambiato allenatore, passando da Brendan Rodgers a Jurgen Klopp, ma con risultati non esaltanti. Le due squadre di Manchester, il City e lo United, hanno fatto ammattire i loro tifosi con partite deludenti, nelle quali hanno via via perso punti decisivi per bissare i trionfi del passato. Il City si è almeno consolato con la semifinale di Champions. Infine le due squadre londinesi: l’Arsenal per lungo tempo è sembrata la rivale più accreditata della banda Ranieri, esprimendo il classico bel gioco, che alla lunga però non ha portato i risultati sperati, complici anche i soliti infortuni e la solita mancanza di freddezza nei momenti che contano. Alla fine la lotta per il titolo è stata contro il sorprendente Tottenham di Harry Kane, capocannoniere, guidato dalla rivelazione Mauricio Pochettino. Proprio il pareggio in rimonta subito col Chelsea ha dato la matematica certezza al Leicester, che oltre al titolo può vantare anche il premio di miglior giocatore della Premier League assegnato al fantastista algerino Riyad Mahrez, pagato solo 400 mila euro, 200 volte in in meno di Martial dello United.

Per capire la portata di quanto accaduto in Inghilterra, forse dobbiamo tornare allo scudetto del mitico Verona di Bagnoli, in Serie A, anche se quella squadra era stata già rinforzata nell’anno precedente e aveva acquistato una stella come Elkjaer, allora uno dei migliori attaccanti europei. La vittoria di Ranieri, andato a visitare la madre durante la gara del Tottenham, è stata celebrata da tutti i media del mondo, in apertura dei notiziari e dei giornali. Tutti, a parte Tuttosport naturalmente.

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