I segreti della longevità

I record di longevità di alcuni paesi e località (Sardegna e Giappone) spiace dirlo, ma sono delle eccezioni. L’uomo raggiunge il massimo della sua efficienza fisica intorno ai 20 anni o poco più e presto o tardi, i suoi tessuti corporei, anche in assenza di uno stato infiammatorio o di una malattia conclamata iniziano a deteriorarsi. Non sappiamo perché ciò si verifichi, se non che è un processo biologico comune a tutti gli esseri viventi.

Per tanto tempo si è pensato che l’invecchiamento non dipendesse dalla mortalità delle cellule, ma riguardasse l’intero organismo, preso mene suo insieme. Successivamente si è capito che è la degenerazione cellulare che sta alla base dell’invecchiamento. Ad esempio, delle cellule di embrione umano si accrescono in cultura di tessuto e si dividono circa 50 volte prima che inizino a degenerare e disintegrarsi. È quindi chiaro che le nostre cellule abbiano una sorta di orologio interno, un destino scritto nei cromosomi che ne determina la fine.

La vita media di un individuo però è influenzata da agenti esterni: il clima, la salubrità dell’ambiente in cui vive, le malattie, gli incidenti. Durante l’ultimo secolo l’aspettativa di vita è cresciuta enormemente. In Italia, dal periodo della Seconda Guerra Mondiale al Boom Economico è quasi aumentata di 1/3 per raddoppiare intorno agli anni Novanta. Normalmente sono le femmine a vivere di più nelle società occidentali. questo è dovuto al fatto che esse quasi sempre hanno vissuto in comunità chiuse, meno esposte ad agenti di contagio o di inquinamento o pericolosità. Col passare dei decenni nelle società avanzate questa differenze con i maschi dovrebbe armonizzarsi.

La massima durata della vita ha superato in un solo caso i 120 anni, col primato ancora imbattuto di Jeanne Calment, vissuta be 122 anni e 164 giorni. I record di longevità, tra cui c’è quello di Emma Morano, attualmente l’essere vivente più longevo del pianeta, oggi si assestano tra i 115 e i 120 anni. Un trentennio fa era tra i 105 e i 110.

Nonostante questa raccolta certosina di dati, non è facile capire come avvenga la senescenza. Quali siano i fattori genetici coinvolti nell’invecchiamento sia in persone che oltrepassano i 90 anni, sia in quelle che si spengono prima. I fattori genetici però ci sono: normalmente famiglie molto longeve presentano tratti di uniformità nella resistenza alla senescenza. E c’è un dato interessante: nel determinare l’aspettativa di vita di un neonato, sembra essere più importante la longevità della madre piuttosto che quella del padre. Tuttavia la maggior durata della vita dei figli di genitori longevi, paragonata con quella di figli di genitori morti precocemente è dell’ordine di 2-4 anni, insomma non è che ci sia molta differenza.

Oggi gli studiosi si stanno soffermando molto sulla dieta e sulle regole alimentari, anche se finora abbiamo avuto più casi soggettivi che studi organico con gruppi di controllo (saliti alla ribalta solo negli ultimi anni). Questi studi mettono l’attenzione su una dieta a base di carboidrati integrali, verdure e frutta, cibi cotti in modo sano e una costante attività fisica e intellettuale nel tempo, oltre all’assenza di vizi nefasti per le cellule (come l’alcol e il fumo, che modificano i tessuti di organi rilevanti come il fegato e i polmoni, per esempio). La Calment ha fumato fino a 118 anni, così riportano le cronache, ma praticava spesso sport ed è comunque vissuta in un ambiente tutto sommato pulito (in Provenza) non devastato dalle grandi guerre.

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