I disturbi del linguaggio

Vi è mai capitato di ridere alle battute di un attore comico che si finge balbuziente raccontando una barzelletta? O di provare imbarazzo nel tentativo di afferrare il senso di un discorso balbettato da un bambino? O di non riuscire ad esprimere i vostri pensieri semplicemente perché non vi venivano in mente le parole giuste? O di avvertire fastidio per il tono di voce troppo alto di un interlocutore sordo? O, infine, di essere presentati ad una persona che ha subito una lesione cerebrale e ha perduto quasi completamente l’uso della parola?

Questi esempi di disturbo del linguaggio mostrano che problemi riguardanti l’espressione, la comprensione e l’articolazione verbale possono insorgere in qualunque epoca della vita, tanto nell’infanzia quanto nella vecchiaia. La forma che essi assumono dipende non solo dall’età dell’individuo, ma anche dalla causa primaria del deficit.

Recentemente, il problema della comprensione del controllo dei vari disturbi del linguaggio ha trovato un’ampia varietà di eserti pronti ad offrire aiuti e suggerimenti: fisiologi, ricercatori, psicologici clinici, medici specialisti, assistenti sociali, fisioterapisti, insegnanti e psicopedagogisti. Fino a che non si è arrivati a identificare nella figura del logopedista lo specialista adatto a risolvere queste problematiche. Il logopedista lavora a stretto contatto col paziente (spesso un bambino o un adolescente), ma non si isola. Lavora in un contesto di ampia collaborazione con i genitori, i maestri e gli insegnanti, gli psicologi e i medici che eventualmente hanno in cura il paziente. In molti paesi le figure dei logopedisti sono specificamente istruite ad accertare i deficit di linguaggio. A iniziare la terapia appropriata, a coordinarsi con le necessità quotidiane di chi ha bisogno, allo scopo di individuare un percorso terapeutico che porti a dei sicuri progressi.

Il linguaggio è stato spesso descritto come il risultato finale, negli esseri umani, di una complessa attività di coordinazione funzionale, grazie alla quale il cervello è in grado di decodificare e di interpretare i suoni delle sillabe ancora prima che sia formulata l’ultima lettera di una parola. Il logopedista ha studiato le molteplici strutture del linguaggio, responsabili dell’articolazione e della comprensione verbale: il loro funzionamento difettoso o una loro esclusione funzionale sono spesso prodotti da una lesione temporanea o permanente, spiegano la varietà dei disturbi della parola. L’udito è l’altro senso che entra in gioco perché concorre insieme all’apparato vocale, al tono e alla forza contrattile dei muscoli della fonazione, alla conformazione ossea del naso e dei seni paranasali, nonché alle vie nervose afferenti i centri corticali del linguaggio – dicevamo – concorre a stabilire la proprietà di linguaggio. Se ne deduce che la causa di un disturbo deve risiedere in uno di questi centri, non pochi come si nota. Pertanto la cura parte da un’indagine scrupolosa delle cause, che spesso possono essere semplicemente emotive.

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