Gli effetti dello zucchero nel cervello

Viviamo in un’epoca nel quale lo zucchero è comunemente accettato non solo come dolcificante, ma anche come piacere. Però non tutti sono al corrente del fatto che il comune zucchero da cucina è sostanzialmente una droga priva di valori nutrizionali, con una fortissima capacità di creare dipendenza. Non può dunque sorprendere che i paesi occidentali, nei quali lo zucchero circola in abbondanza, siano affetti da questa dipendenza. Prova ne sia la clamorosa percentuale di obesità che li contraddistingue in più fasce di età. Molte persone sono traviate dalla pubblicità o da informazioni superficiali. Quando guardano alla propria linea pensano immediatamente ai cibi grassi. Un esempio lampante è lo yogurt. In commercio trovate quello cosiddetto dietetico, la cui confezione reca la scritta “solo lo 0,01% di grassi”. Eppure, nonostante prometta molto in termini di comunicazione, non mantiene. Il gusto dello yogurt magro è anzi ottimo, se ne compra parecchio. Questo succede perché il segreto di una linea accettabile non è tanto nel consumo di grassi, ma in quello di zuccheri. È vero che col grasso non si deve esagerare, ma non ne mangiamo così molto. Dal macellaio prendiamo quasi sempre il taglio magro, nei salumi il troppo grasso viene eliminato, ce n’è sicuramente molto nei latticini, ma tendiamo a eliminarli con la crescita o comunque a non esagerare. Il pesce poi è quasi privo di grassi, per non parlare della pasta o dei carboidrati. Un problema c’è ovviamente con l’olio d’oliva, ma assunto con moderazione fa anche bene al colesterolo, in quanto si tratta di grassi benefici. Non è una caso che la dieta mediterranea funzioni bene. Ma quando non funziona, a parte la sedentarietà dello stile di vita, il problema sta quasi tutto nello zucchero. Esso infatti è un carburante per un consumo immediato, per cui se lo assumiamo sotto forma di una bevanda gassata, per esempio, o sotto forma di alcool, o lo consumiamo immediatamente oppure esso verrà convertito in grasso per un suo futuro. Il corpo lavora in economia e brucia le calorie necessarie per il metabolismo, il resto fa da riserva. E la riserva è visibilissima: negli uomini si forma molto grasso viscerale e grasso addominale, nelle donne esso si accumula sui fianchi e nel fondoschiena.

Ma lo zucchero non ha solo questi effetti visibili sulla linea. Esso ha effetti molto forti anche sugli organi interni, per esempio il cervello. Una delle malattie più debilitanti del nostro tempo moderno è sicuramente la depressione, che è assai diffusa nei paesi con un alto indice di qualità della vita, come l’Italia. Secondo il OMS, la depressione non solo continua a diffondersi, ma anche il tasso di suicidi e morti collegate ad essa. Secondo lo stesso studio essa è la quarta malattia più diffusa e che ne genera altre a catena. Secondo un’analisi della CNN gli antidepressivi sono i farmaci più prescritti negli Stati Uniti, dove le vendite sono triplicate negli ultimi venti anni. Lo zucchero ha effetti sulla serotonina, elevandone la secrezione durante l’assunzione. È per questo che mangiare un dolce o una caramella ci mette subito di buon umore, non è solo una questione legata al gusto specifico degli aromi dolci. Attraverso questo meccanismo lo zucchero influisce sul bilanciamento ormonale, generando un cambiamento nell’umore. Il problema è che si assume troppo zucchero, la produzione di serotonina si allinea a queste richieste, diventando problematica e dipendente dallo zucchero. È come se innalzassimo gli standard della felicità: più zucchero, più serotonina uguale nel medio periodo meno serotonina per altri motivi. In pratica si rende il cervello schiavo della produzione di serotonina alterata da interventi esterni.

Per questo motivo è necessario prendere coscienza del fatto che lo zucchero libero, quello bianco che utilizziamo ogni giorno nel cappuccino, dev’essere preso con moderazione. Personalmente siamo riusciti a scendere da 3 cucchiaini di zucchero nel caffellatte a circa uno, molto modesto, eliminando la sensazione e il piacere dell’attesa del dolce. Con benefici effetti sulla linea e sulla circonferenza degli addominali.

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