E' possibile vedere i pensieri?

E’ possibile vedere i pensieri?

Il cervello e il luogo dei pensieri

Secondo una descrizione massimamente semplificata, il cervello è costituito da una serie di neuroni interconnessi che ritrasmettono segnali elettrici. Sono dispositivi a “tutto o niente” , come i computer: ovvero, possono trasmettere un segnale (come il fattore binario oppure non trasmetterlo. Neuroni diversi sono sensibili a stimoli divers, come la luce, il contatto, oppure il dolore. La complessa attività del neuroni viene poi interpretata da diverse aree del cervello, che la trasformano in informazioni utili. Per esempio, le immagini luminose percepite dagli occhi sono ritrasmesse, attraverso il nervo ottico, alla corteccia occipitale, localizzata nella parte posteriore del cranio, per interpretare le scene alle quali assistiamo. La generazione e l’interpretazione dei pensieri sono invece processi molto più complessi e meno noti. Sono oggetto di una disciplina scientifica a se stante, che fornisce molte diverse definizioni di pensiero; e anche di “coscienza”. Per approlondire la definizione di questi concetti, medici, scienziati e psicologi si rivolgono a innovative tecniche di imaging, o diagnostica per immagini, grazie alle quali si sono trovate terapie per patologie quali la demenza di Alzheimer, l’epilessia e gli ictus, oltre a malattie mentali non necessariamente di origine organica.

Le nuove tecnologie non si non si limitano all’imaging cerebrale e hanno consentito straordinari progressi anche in altri campi della medicina, per esempio, l’oncologia. Le metodiche avanzate di diagnostica per immagini si affidano scansioni che mostrano le strutture anatomiche cerebrali, e all’interpretazione dei pattern energetici per determinare la presenza di normale attività o anomalie. Gli scienziati cominciano ora a individuare le regioni del cervello che si attivano quando formuliamo certe rillessioni o proviamo varie emozioni: “vedere” ‘ pensieri, ormai, non é più un traguardo così lontano.

Tecniche di visualizzazione cerebrale

  • Tomografia Computerizzata. Si tratta dell’associazione di radiografie multiple per visualizzare le strutture ossee del cranio e anche i tessuti molli cerebrali. E’ la tecnica di scansione più comune, eseguita dopo eventi traumatici per rilevare danni vascolari ed edema cerebrale: si limita, però alla riproduzione di immagini strutturali e non consente di catturare i pensieri.
  • Risonanza magnetica. La risonanza magnetica nucleare utilizza potenti campi magnetici per allineare i protoni contenuti nelle molecole d’acqua in varie parti del corpo. Se eseguita sulle strutture cerebrali, consente di visualizzare i complessi particolari anatomici. Rappresenta la base di partenza delle tecniche più innovative di visualizzazione dei processi cognitivi.
  • Risonanza magnetica funzionale. Questa particolare forma di RM si basa sul constrasto dipendente dal livello di ossigenzazione del sangue e utilizza un potente campo magnetico per rilevare lievissime alterazioni del rapporto tra sangue ossigenato e deossigenato. Mostrando immagini al fine di suscitare determinate emozioni, la fMRI aiuta a rilevare le aree che si attivano quando formuliamo diversi pensieri.
  • Imaging con tensore di diffusione. Questa particolare variante della RM si basa sul monitoraggio direzionale dell’acqua contenuta nei tessuto. Applicando un gradiente magnetico, la frazione acquea si allinea e, rimuovendo il campo, si diffonde in base alla struttura interna dei tessuti: in questo modo, è possibile realizzare un’immagine tridimensionale dell’attività cerebrale.
  • Tomografia per emissione di positroni. Questa tecnologia di punta utilizza radionuclidi incorporati in sostanze bioassimilabili come il glucosio per rilevare le radiazioni gamma emesse da tessuti organici. Può così individuare livelli di attività anomala, come quelli associati a neoplasie. Gli ultimi progressi riguardano l’associazione tra PET e TC o RM per ottenere rapidamente un grande volume di dati.

 

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