Differenza tra allergia e intolleranza

Le allergie e le intolleranze sono molto diffuse e la maggior parte di esse riguardano particolari alimenti. Secondo un dato approssimativo, ma in qualche modo da tenere in considerazione, circa un italiano su 3 è allergico a qualche sostanza. Le allergie più diffuse sono quelle che inficiano il sistema respiratorio, legate ai pollini (come le riniti) o ad acari e polveri (asma allergica), che colpiscono nei periodi di infiorescenza (primavera).

Le punture da insetto, gli acari della polvere, il pelo degli animali possono provocare reazioni insospettate, molto pericolose. È sempre bene fare un test dall’allergologo per verificare se si sospetta di possederne una. In genere le allergie non provocano problemi più gravi di gonfiori, eritemi, arrossamenti, sudori, aumento del battito cardiaco, dolore localizzato e prurito. Ma sempre meglio essere cauti, soprattutto se si vive in case con giardini o si lavora all’aperto.

Le intolleranze alimentari vengono spesso scambiate per vere e proprie allergie, ma c’è una forte differenza. Entrambe possono avere gli stessi sintomi, ma partendo da condizioni mediche differenti.

Le intolleranze come la celiachia (al glutine) o al lattosio, che impedisce di consumare latte e derivati come i prodotti caseari, danno sintomi paragonabili a quelli di una malattia. Con uno stato di malessere e debolezza che si attenua e scompare quando si limita o evita l’assunzione delle sostanza.

Le allergie al cibo sono più subdole e pericolose, perché oltre a dare sintomi di malessere più o meno grave, possono provocare danni serissimi, fino allo shock anafilattico. E non è detto che si conoscano prima di aver ingerito la sostanza cui siamo allergici.

Un’intolleranza alimentare dipende dal fatto che il nostro organismo non può assimilare e digerire correttamente un particolare alimento, provocando uno stato di irritazione o infiammazione. I sintomi più comuni delle intolleranze alimentari sono la nausea, la flatulenza, i crampi all’addome, mal di pancia, diarrea, irritabilità dello stomaco, mal di testa, stress.

Un’allergia invece consiste nel fatto che il nostro sistema immunitario, chiamato a riconoscere e respingere le infezioni, vede quel particolare alimento come un nemico invasore. Questo comporta la reazione allergica, che si concretizza in una risposta immunitaria basata sul rilascio di istamine nell’organismo. La reazione allergica può provocare problemi respiratori, tosse, mal di gola fino ad arrivare al vomito, forti dolori addominali, spasmi, sudore e calo della pressione sanguigna.

Chi ha un’allergia alimentare dev’essere ben conscio di possederla, perché il rischio può essere sempre grave, anche ingerendo una minima quantità microscopica di cibo. A volte basta la semplice inalazione o contatto, che può portare allo shock anafilattico. Chi è allergico a qualche sostanza alimentare, come gli arachidi oppure i crostacei deve sempre portarsi appresso una dose iniettabile di adrenalina (epinefrina). In commercio esistono gli autoiniettori di epinefrina che consentono un immediato utilizzo in caso di anafilassi. Nelle confezioni degli alimenti vengono per obbligo menzionati quei potenziali alimenti allergenici, con l’avviso anche di una minima presenza.

La differenza tra intolleranza e allergia è quindi evidente: la prima è un problema relativo all’assimilazione di particolari alimenti (a particolare dalle molecole), la seconda è una reazione dell’organismo scatenata dal nostro sistema immunitario.

La cosa migliore da fare è un test per le allergie, che in genere si fa quando si notano stati di malessere prolungati o improvvisi arrossamenti. Per le intolleranze servono specifiche analisi mediche e aiuta molto l’esperienza personale, nel sapere se un cibo dà più o meno problemi. Chi è celiaco sta subito male se consuma carboidrati, ma tende a star molto meglio una volta che elimina dalla dieta il glutine.

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