Da cosa dipendono i gruppi sanguigni

Gli uomini non sono tutti uguali. Esattamente come accade nel mondo animale, delle caratteristiche morfologiche possono presentarsi diverse a seconda dell’individuo, come la forma del naso, quella delle orecchie, il colore degli occhi o della pelle, la presenza dei peli o meno. La diversa combinazione di queste diversità è ciò che rende non duplicabile un individuo in fondo. Queste varianti però non esistono solo a livello esteriore, ma anche a livello molecolare. Esistono infatti diverse categorie di molecole che grazie ad alcune piccole modificazioni della struttura chimica, che avvengono all’interno di uno stretto controllo genetico da parte del nostro corpo, tendono a caratterizzare gruppi di individui che le posseggono. Esistendone peraltro di diverse. Mentre i caratteri somatici di un individuo sono palesi, tanto da determinare anche dei pregiudizi, le differenze a livello molecolare non sarebbero avvertibili se non attraverso un’analisi di laboratorio.

Il sangue possiede delle cellule molto facili da analizzare. È il motivo principale per cui esso viene utilizzato per delle analisi di fondo sul nostro stato di salute.

Allora non sorprenderà sapere che è proprio nel sangue che si ritrovano alcune di queste modificazioni molecolari più interessanti: i gruppi sanguigni.

Quali sono le differenze tra i vari gruppi sanguigni e perché esistono?

Buona parte delle metodiche usate per lo studio di queste diversità molecolari si basa su tecniche immunologiche, ovvero su reazione antigene – anticorpo. L’antigene è una sostanza che induce una risposta immunitaria, solitamente esterna. L’anticorpo viene conosciuto anche come immunoglobina, è una proteina a forma di Y utilizzata dal nostro sistema immunitario per isolare e aggredire le minacce esterne come i virus e i batteri.

Conoscere la particolarità di una tipologia di sangue è importante proprio per non avere una reazione di rigetto. Il sangue passato attraverso la trasfusione, per esempio, deve essere riconosciuto non come una minaccia e quindi non dev’essere aggredito dagli anticorpi. Esistono due tipi di antigene: quello AB0 e quello RH. Se ne deduce che ci sono due grandi gruppi sanguigni fondamentali, che a loro volta hanno delle sotto-differenziazioni particolari che si passano geneticamente ai figli. Il gruppo sanguigno è quindi ereditato. Tendono a essere perciò maggiormente dominanti i gruppi di Tipo A e di Tipo B e insieme AB, ma sono meno comuni perché meno presenti nel pool genetico generale. L’antigene RH poi può essere sia negativo, sia positivo indicando quindi la tolleranza rispetto ad esso, tanto che il fattore RH comporta le complicazioni più presenti durante lo sviluppo del feto, se i genitori differiscono nel valore positivo o negativo dello stesso RH.

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