Cosa sono i radicali liberi

I radicali liberi sono prodotti in piccole quantità da tutte le cellule in condizioni fisiologiche. Alcune cellule specializzate ne producono maggiori quantità, che servono per particolari aspetti funzionali. La produzione di radicali liberi aumenta, anche in misura cospicua, in seguito a radiazioni ionizzanti, oppure nel corso di metabolizzazione di farmaci e sostanze tossiche. Normalmente i radicali liberi in eccesso vengono neutralizzati nelle cellule da sostanze naturali capaci di donare un elettrone. I principali sistemi di protezione si basano su attività enzimatiche dedicate, quali la “catalasi”, sull’attività di vitamine importanti come l’acido ascorbico, i carotenoidi e la vitamina E e su ormoni come la melatonina.

I danni cellulari prodotti dall’eccesso di radicali liberi o dal venire meno dei sistemi protettivi sono multipli e di varia natura. Possono riguardare alterazioni delle membrane, in primo luogo di quella cellulare, dell’attività degli enzimi e anche della struttura degli acidi nucleici fondamentali come il DNA e l’RNA.

L’importanza clinica dei radicali liberi è rimasta a lungo sottovalutata, praticamente confinata nel campo delle lesioni da radiazioni. Però negli ultimi decenni essa ha avuto un totale riconoscimento scientifico. Oggi sappiamo, per esempio, che lo stress ossidativi è un meccanismo patogenetico importante per tante condizioni precarie di salute. Ad esempio: aumentati livelli di stress ossidativi sono osservabili nelle lesioni epatiche da alcol, da farmaci, da sovraccarico di ferro o di rame. Lo stress ossidativi riguarda anche condizioni patologiche delle arterie, come la aterosclerosi, nella quale l’azione dei radicali liberi è accertata. Negli ultimi anni si sono intensificati gli sforzi della comunità scientifica per contrastare, tramite opportune strategie terapeutiche, l’azione dei radicali liberi, spesso visti come una causa primaria dell’invecchiamento. Per cui, quasi a torto, essi vengono visti solo in un’ottica estetica, come se producessero danni esteriori, alla pelle per esempio, quando invece sono in grado di portare danni severi a funzionali organi interni.

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