Cosa è il volontariato

Il fenomeno del volontariato ha un’origine alquanto simile tra diversi paesi dell’Europa occidentale. I primi grandi gruppi nacquero a cavallo tra ottocento e Novecento e svolsero fin dal principio, grazie alla loro organizzazione, attività improntate alla salute, all’assistenza verso i bisognosi. Spesso queste organizzazioni miravano a portare sollievo a emarginati, sbandati, poveri, con motivazioni di natura caritatevole sia confessionale, che umanitaria. Ma la vera esplosione del terzo settore avviene dopo la Seconda Guerra Mondiale e in particolare con la crescita economica, soprattutto per ciò che concerne il nostro paese. Una maggior disponibilità di risorse ha comunque contribuito da un lato a mettere nelle tasche degli italiani più denaro per destinarlo a opere umanitarie, dall’altro ad allargare maggiormente il solco che separa i benestanti dagli indigenti.

Nel periodo del boom il volontariato è cambiato tanto nella qualità, quanto nella disponibilità con una presenza sempre maggiore di giovani e per un cambiamento motivazionale riconducibile a vari fattori. Da un lato è emersa la necessità di rompere la famiglia come schema chiuso, volgendo anche all’esterno le proprie attenzioni e i propri interessi, man mano che lo schema nucleare della famiglia andava cedendo. Si è sviluppata assieme a forme di solidarietà fondate non solo sulla prestazione, ma anche sulla gratuità dell’agire individuale e collettivo, che trova nel volontariato una dimensione propria, tipica, che supera l’eccesso di burocrazia delle società contemporanea e permette a ciascuno di portare il proprio contributo, slegandosi dalle convenzioni.

Il volontariato viene messo in contrapposizione allo sviluppo della società individualista, che ha fatto del welfare di stato una sorta di cordone ombelicale in grado di dare appoggio collettivo. E’ la rivolta dell’individualismo, visto da un punto di vista benefico, di volontà appunto. Nel complesso, il “terzo settore”, definito in questo modo perché non si può ricondurre né alla sfera pubblica, né alla sfera privata, è dato dall’insieme non solo delle diverse modalità di solidarietà primaria, all’interno della sfera familiare o amicale e secondaria. L’emergere e l’espandersi del terzo settore è in linea con il processo di articolazione interna delle società contemporanee che sono sempre meno rappresentabili secondo schemi rigidamente dicotomici, quali centro-periferia, città contro campagna, pubblico contro privato, stato contro mercato. Individuato l’ambito in cui opera il volontariato, occorre subito precisare che i suoi due tratti distintivi generali, gratuità della prestazione e solidarietà, trovano declinazioni molto diverse che rendono necessarie alcune puntualizzazioni. Innanzitutto occorre distinguere se l’intervento è attuato da una singola persona oppure da un gruppo. Pur registrando entrambi i tipi di azione volontaria, i riscontri nel tessuto italiano e internazionale, mettono in evidenza il ridursi del numero di coloro che operano isolati e l’aumento del volontariato di gruppo. In questo modo, grazie all’azione di organizzazione specificamente pensate, come le ONLUS, è possibile gestire tutte le operazioni di supporto raccogliendo più fondi e sostegno dall’opinione pubblica.

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