Come funziona lo scheletro umano

Come funziona lo scheletro umano?

Senza lo scheletro umano, noi umani non vivremmo: è questo infatti che dona ad ogni organismo forma e struttura e la sua presenza ‘ci fa funzionare’ nella vita quotidiana. In più, è un affascinante anello di congiunzione evolutivo tra l’uomo e tutti gli altri vertebrati, sia viventi che estinti.

Scheletro umano: come funziona?

Lo scheletro umano è fondamentale per l’esistenza: detta la nostra conformazione, àncora i muscoli che consentono di muoverci e protegge i nostri organi vitali. Le ossa, inoltre, producono cellule ematiche all’interno del midollo osseo e immagazzinano quotidianamente i minerali di cui abbiamo bisogno. Un adulto pienamente sviluppato è dotato di 206 ossa dalla nascita, però, ne abbiamo oltre noi, che continuano a crescere, rafforzarsi e consolidarsi durante l’infanzia, fino all’età di circa 18 anni per le femmine e 20 per i i maschi.

La struttura scheletrica umana varia anche in base al sesso. Una delle aree in cui ciò è più evidente è il bacino: poiché gli individui di sesso femminile devono essere in grado di partorire, le anche sono più superficiali e più ampie. Il cranio negli uomini è più robusto perché fissato a fasce muscolari più importanti e, spesso, il mento é più prominente. In generale, lo scheletro femminile é più delicato; tuttavia, benché esistano diversi metodi di riconoscimento, attribuire un genere a uno scheletro é difficile a causa del grado di variabilità all’interno della specie. Le ossa sono costituite da diversi elementi. In utero, Io scheletro é inizialmente cartilagine e inizia poi a calcificarsi e svilupparsi durante la gestazione e dopo la nascita.

L’elemento primario che compone le ossa, il tessuto osseo, é fondamentalmente fosfato di calcio mineralizzato, ma altri tipi di tessuto, per esempio midollare, cartilagineo ed ematico, sono tutti contenuti nella struttura scheletrica complessiva. Molti ritengono che le ossa siano piene. In realtà, al loro interno l’osso é poroso, punteggiato di minuscoli forellini. Quando invecchiamo, invecchia anche il nostro scheletro. Malgrado il forte ricambio cellulare, che fa si che nessuna cellula del nostro corpo abbia più di vent’anni, le cellule sostitutive non sono mai perfettamente vergini e contengono errori nel DNA, che a lungo andare comportano un invecchiamento e un indebolimento delle ossa. Malattie quali l’artrite e l’osteoporosi spesso sono da mettere in relazione all’età, causando problemi dovuti a fragilità scheletrica e ridotta capacità motoria.

Fratture ossee

Una frattura può essere incompleta o composta: in tal caso, è spesso sufficiente tenerla allineata ed evitare carichi fino alla guarigione. A volte, però, la frattura é scomposta e con dislocazione di frammenti ossei: può allora essere necessario inserire mezzi di osteosintesi, come chiodi metallici endomidollari per riallineare l’osso o placche per ricoprire la frattura e consentirle di consolidarsi. Il tessuto osseo guarisce producendo nuove cellule e minuscoli vasi nell’area di frattura, con conseguente rigenerazione tissutale. Nella maggior parte dei casi, le fratture vengono ingessate: il gesso esterno aiuta a non applicare pressione all’osso ferito per evitare ulteriori danni e consentire la guarigione.

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