Analgesici naturali dal corpo umano

Per oltre duemila anni, l’oppio e i composti suoi derivati come la morfina – noti collettivamente con il nome di oppiacei – hanno costituito uno dei gruppi di farmaci più potenti nel combattere il dolore e la sofferenza. Nondimeno, essendo capaci di indurre tossicodipendenza, gli sessi oppiacei sono stati la causa di innumerevoli miserie umane. La scienza ha finalmente compreso come queste antiche droghe agiscono nell’organismo producendo i loro effetti. I dati emergenti suggeriscono che il cervello contiene un suo proprio sistema oppioide: se si riuscisse ad apprendere come questo funziona, diverrebbe possibile sintetizzare farmaci con i vantaggi della morfina, decisiva nella terapia del dolore, ma scevri al contempo dai problemi dell’assuefazione. La comprensione di questo complesso sistema ci fornirebbe anche una visione più chiara delle modalità di controllo a livello cerebrale delle nostre sensazioni di dolore, di piacere e di altre emozioni.

Le cellule del cervello comunicano tra di loro mediante l’uso di messaggeri chimici chiamati neurotrasmettitori, che vengono liberati in siti specifici, detti sinapsi, a livello dei quali due neuroni si congiungono l’un l’altro senza, tuttavia, entrare in diretto contatto. Le molecole del trasmettitore debbono, invero, attraversare uno spazio molto ristretto prima di raggiungere un’altra cellula nervosa combinarsi con molecole recettrici localizzate sulla sua membrana plasmatica: solo dopo l’attuazione di questo legame, la seconda cellula sarà in grado di rispondere. La maggioranza dei farmaci psicotropi agisce specificamente sulle sinapsi, incoraggiando o sopprimendo la capacità del neurotrasmettitore di influenzare la cellula nervosa sul sito recettore.

Parecchi indizi suggeriscono che anche gli oppiacei agiscano in questa maniera. Di essi il principale è che tutte le varie sostanza in grado di produrre analgesia da oppiacei, cioè l’abolizione della sensazione dolorosa, hanno una struttura molecolare simile. Una sostanza trasmettitrice e la sua molecola recettrice si combinano insieme come due tessere di un puzzle: purché una porzione critica della molecola sia nella giusta conformazione, il resto può variare considerevolmente. Esistono altre prove che confermano che gli oppiacei agiscano direttamente sui recettori situati nel cervello. È possibile produrre isomeri degli oppiaci, cioè dei composti chimici con conformazione atomica differente, in modo che si comportino in maniera differente. Sono state trovate nel midollo spinale le vie nervose che trasportano informazioni dai recettori dolorifici del corpo al cervello. Esse si distinguono in un fascio spinotalamico laterale e in una catena multineuronica, meno ben definita, che si estende in alto lunga la parte reticolare della sostanza grigia. L’elettrostimolazione di un’area particolare del midollo spinale fornisce ad esempio un rapido alleviamento naturale della sensazione di dolore. È probabile che l’effetto anestetico dell’agopuntura dipenda dal naturale sistema analgesico dell’organismo, sebbene su alcune pratiche di medicina alternativa o tradizionale, gravi sempre il sospetto di una truffa o perlomeno di una cattiva informazione.

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