A proposito di balbuzie

Sono state proposte molte teorie per spiegare la balbuzie, che insorge per la prima volta, in modo marcato, in genere all’età di sei o sette anni, quando la comunicazione diventa più complessa anche per via delle interazioni scolastiche anche se compare fin dalle prime parole del bambino. Tra esse è ormai screditata l’ipotesi di un difetto congenito p di una lesione cerebrale al momento della nascita, poiché né studi specifici né i tracciati dell’EEG hanno mai rivelato anomalie correlate. Sembra invece più probabile trattarsi di un difetto acquisito, dovuto a turbe di apprendimento del ritmo e della coordinazione del linguaggio.

Nel 1973, F. H. Silverman condusse uno studio su soggetti affetti da sordità, cui era stato insegnato a comunicare attraverso movimenti delle dita e delle mani del linguaggio cosiddetto gestuale, il linguaggio dei segni. Sebbene la balbuzie sia usualmente considerata un disordine strettamente di pronuncia, il professore americano notò in alcuni dei suoi pazienti un processo comportamento simile a quello dei balbuzienti. Ciò sta testimoniare come il problema – acquisito inerente il ritmo del linguaggio non sia limitato agli organi periferici della fonazione, ovvero ai muscoli dell’articolazione della parola, ma sia molto più probabilmente a monte, nelle aree motorie della corteccia cerebrale.

Nonostante la mancanza di una certezza assoluta circa le cause di questo difetto, si dispone oggi di un ampio arsenale di controrisposte e soluzioni terapeutiche che utilizzano tecniche psicologiche, meccaniche ed elettroniche. Per quanto riguarda la psicoterapia, poiché nel balbuziente si ricontar in genere un più alto livello di ansietà e di tensione emotiva, probabilmente dovuto all’impedimento nel mantenere rapporti sociali, il quale a sua volta aggrava il disturbo verbo-motorio in momenti e luoghi diversi, si è fatto ricorso all’ipnosi per indurre il rilassamento. L’approccio terapeutico prevede una correzione del disturbo del linguaggio, assistendo il bambino fin dal principio, in modo da evitare che le emozioni di tipo negativo influiscano pesantemente sul ritmo e la dizione. Un approccio immediato aiuta a risolvere gran parte dei problemi prima ancora che inizi l’età scolare. Spesso i genitori pensano che un disturbo come questo si auto-corregga da sé acquisendo maggior padronanza dell’eloquio, ma non è così, pertanto è fondamentale intervenire in modo tempestivo, ma comunque delicato, in modo che il difetto venga adeguatamente corretto e non venga trascinato inutilmente fino alla maggior età.

(Visited 5 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *